CIRCUS - mini fashion tales - liberamente ispirato alla collezione bambino di J.P.Gaultier a-i 2014

Giovannino sfilava avanti e indietro sul suo triciclo nel chiaroscuro a fianco del palco e di nascosto la guardava.


Era irraggiungibile: la postura da pianista slanciava il lungo candido collo reso ancora più armonico da un composto chignon da cui solo pochi ricci eran riusciti a fuggire coronandole il volto dietro le orecchie.

Lo sguardo di lei era proiettato verso l'infinito e perso in quel disegno di cerchi e trapezi da cui si lanciavano i ballerini del vento.


Quando l'esercizio era particolarmente complesso il viso di lei si contraeva, si mordeva le labbra e stringeva il colletto di pelo tra le mani. E lui capiva immediatamente quando il pericolo era passato perché lei tornava ad appoggiare le manine aperte tra le guance e il mento sospirando un poco per lo stress subito.


Le pareva un angelo. Aveva il terrore di rovinare con il suo semplice sguardo quell'eleganza e quell'espressione così cristallina.


Ora era il momento degli elefanti.

Avevano catturato la sua attenzione come se null'altro fosse intorno a lei. Questa volta lo stupore l'aveva pervasa tutta e si era alzata lasciando cadere il piumino blu sulla sedia rivelando un vestitino dello stesso colore con un boa di pelo a incorniciarle le ginocchia e a rendere l'abitino elegante e sbarazzino.


Giovannino cercò di avvicinarsi ancora un po' con il suo triciclo, ma sempre cercando di non farsi vedere. Controllava ogni movimento di lei, ogni sensazione ritratta nel suo viso. Come poteva attirare la sua attenzione?


Entrò una piccola banda sul palco, seguita da giocolieri, ammaestratori di scimmie e un piccolo clown che inciampava dietro la bizzarra carovana. Ora la bambina aveva lasciato la sua sedia e si era sporta fino al recinto. Nel muoversi la pelliccia dell'abitino disegnava nell'aria un sinuoso serpente che lasciava intravedere le gambette sottili sottili.


Giovannino scese dal triciclo.

Aveva capito che che per farsi notare avrebbe dovuto essere più grande di un elefante, più coraggioso di un trapezista, più abile di un giocoliere e più divertente di un pagliaccio... e tutto ciò era impensabile. Lui così piccolo, come avrebbe potuto?


Mancava solo una cosa al bellissimo spettacolo e decise di estrarre quella carta. Andò nel camerino del padre e prese tutto il necessario: cappello, bacchetta, carte, anelli....

Ora c'era solo bisogno di catturare la sua attenzione ma aveva un piano anche per quello..


Lei stava ridendo davanti alle buffe evoluzioni del pagliaccio quando sentì negli occhi un piccolo fastidio che nell'oscurità la costrinse a levare un attimo lo sguardo dalla scena.

Voltandosi vide a terra ad una decina di metri dal palco una piccola scimmietta che sembrava essersi persa. Non resistette dall'avvicinarsi ma appena fece qualche passo verso di lei la scimmietta si ritrasse, come fosse allacciata ad un piccolo guinzaglio.

Lei passo oltre la semioscurità e si trovò di fronte ad una tenda rosso scuro da cui trapelava una forte luce. Scostò i lembi e si trovò davanti un buffo bambino con un cappello più grande di lui e una bacchetta in mano.

Portava una maglietta con disegnato un robot e una giacca elegante. Il bambino aveva lo sguardo serio e la invitò a sedersi su un triciclo che gli stava davanti. Lei si sedette completamente rapita dallo strano personaggio.


Giovannino tremava: ora quello sguardo tanto ammirato, quella passione tanto invidiata, quella bellezza tanto anelata eran completamente a sua disposizione.

Era felice e si sentiva fortunato.


1, 2, 3... chiuse gli occhi e in un attimo lo spettacolo ebbe inizio.

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